L’intensificarsi degli attacchi ibridi attribuiti alla Russia continua a preoccupare l’Unione europea e i suoi Paesi membri, soprattutto in vista di un anno elettorale che nel 2027 coinvolgerà Francia, Spagna, Polonia e Italia e i cui risultati potrebbero influire significativamente sul futuro dell’Unione. Si susseguono gli episodi attribuiti o sospettati di essere parte della campagna ibrida russa: dal tentato sabotaggio con droni all’aeroporto tedesco di Leipzig/Halle, formalmente attribuito a Mosca da Berlino, all’incendio contro Milrem Robotics in Estonia, fino al recente rogo della stazione Starlink in Polonia, sul quale la procura polacca sospetta il coinvolgimento dei servizi speciali russi. Di fronte a questa minaccia, l’Europa deve essere pronta a rispondere in modo adeguato, secondo il commissario UE alla Difesa, Andrius Kubilius.

L’UE dovrebbe essere pronta a rispondere agli attacchi ibridi russi con misure “tanto dolorose” quanto i danni inflitti ai Paesi europei, ha affermato l’ex premier lituano a margine dell’audizione davanti alla commissione Difesa (SEDE) del Parlamento europeo.

“Se veniamo colpiti da attacchi ibridi e ne subiamo le conseguenze, la nostra risposta alla Russia, qualora essa organizzasse un attacco ibrido di questo tipo, dovrebbe essere altrettanto dolorosa quanto quella che stiamo subendo”, ha affermato Kubilius, precisando al contempo che la risposta dell’Europa non dovrebbe necessariamente essere resa pubblica in anticipo.

“La nostra difesa ibrida dovrebbe essere tale da permetterci di esercitare una forte influenza sul territorio russo, sul Paese, ma non comunicheremo in anticipo a Mosca quale forma assumerà tale risposta”, ha aggiunto.

A Kubilius è stato anche chiesto un commento sull’avvertimento della Russia, secondo cui potrebbe utilizzare tutto il suo arsenale, comprese le armi nucleari, se la NATO cercasse di isolare Kaliningrad. Mosca sta intensificando le tensioni attraverso minacce, nonché “azioni concrete, azioni ibride e azioni di sabotaggio”, ha dichiarato il commissario UE. “Non abbiamo paura di tutte queste minacce russe. Dobbiamo essere pronti”, ha aggiunto.

Come sottolineato dal commissario lituano, l’UE sta migliorando la propria prontezza in materia di difesa, mentre in caso di una vera e propria aggressione militare contro uno Stato membro della NATO sarebbe l’Alleanza atlantica a disporre degli strumenti per una risposta militare.

Restano tuttavia importanti lacune nelle capacità europee. Il primo rapporto annuale sulla prontezza nella difesa, preparato dall’Agenzia europea per la difesa (EDA), registra i progressi compiuti dall’Unione, ma sottolinea allo stesso tempo la necessità di accelerare gli investimenti, lo sviluppo delle capacità, l’innovazione e il rafforzamento dell’industria della difesa per raggiungere l’obiettivo della Defence Readiness entro il 2030.

“Sarebbe un grave errore continuare sulla stessa strada percorsa finora e non avere una difesa pronta entro il 2030”, ha affermato Kubilius.

Per il commissario sono quindi necessari cambiamenti significativi anche nel modo in cui gli Stati membri organizzano la cooperazione nel settore della difesa e attuano la tabella di marcia europea, rendendo più efficaci le coalizioni create per colmare le principali lacune nelle capacità militari. “La definizione di follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi, e spero che l’Europa non sia folle”, ha affermato Kubilius, ricorrendo alla celebre frase comunemente attribuita ad Albert Einstein.

In questo quadro si inserisce anche la proposta avanzata dal commissario per una nuova struttura politica in grado di orientare le decisioni sulla difesa europea sull’esempio del cosiddetto “E5”, il formato informale che riunisce Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito e in cui si affrontano i problemi di difesa e sicurezza. “Abbiamo bisogno di un organo ‘E5’, una specie di Consiglio di sicurezza, che serva come guida per le decisioni e che lavori insieme a un’assemblea generale formata da tutti i membri dell’Unione europea della difesa”, ha spiegato Kubilius davanti alla commissione Difesa del Parlamento europeo.

Secondo il commissario, i contorni di questa nuova architettura dovrebbero diventare più chiari con la strategia di sicurezza attesa entro la fine di ottobre. “Lì vedremo la forma di questa nuova architettura di difesa che gli Stati membri dovranno accogliere”, ha affermato.

L’idea di Kubilius punta inoltre a una cooperazione che vada oltre i confini dell’Unione europea. L’Unione della difesa, ha spiegato, dovrebbe essere “estesa geograficamente anche a Gran Bretagna, Ucraina, Norvegia e Canada”, coinvolgendo quindi alcuni dei principali partner europei e transatlantici nella futura architettura di sicurezza del continente.

[a cura di Simone Cantarini]

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